Bed and Breakfast

CASA BART, Bike & Outdoor Hospitality

Villar San Costanzo (Cuneo)

VIA GIOVANNI CANCAN 23

La Provincia di Cuneo è una terra perfetta da pedalare. CASA BART è situata a Villar San Costanzo, primo paese della Valle Maira, sede della Riserva Naturale dei Ciciu del Villar e posta in un crocevia di sentieri cicloescursionistici (bdc e mtb). Puoi partire da noi e dopo pochi kilometri allenarti sulla salita al Santuario di Valmala, affrontare gli emozionanti Colli di Sampeyre, Fauniera e dell'Agnello o goderti la meravigliosa Valle Maira. Disponiamo di un garage allarmato per il ricovero delle biciclette, di una ciclofficina attrezzata per lavaggio con prodotti specifici e piccole riparazioni, lavanderia per abbigliamento tecnico, possibilità di noleggio bici (su prenotazione), colazione per ciclisti e, su richiesta, cestino con snack per la gita. In struttura è presente una Cicloguida della Regione Piemonte per consigli su itinerari, pianificazione della gita e accompagnamento. A disposizione degli ospiti una palestra attrezzata e possibilità di effettuare massaggi sportivi.

Tariffe e sconti

  • Costo camera doppia (o piazzola per i campeggi):
    Alta stagione 80.00 €
    Bassa stagione: 60.00 €
  • Sconti ai singoli soci FIAB / ADFC

Servizi per ciclisti

  • Possibilità di pernottare una sola notte (l'obbligo non vale per il mese di Agosto)
  • Luogo chiuso e sicuro per le bici
  • Disponibilità di attrezzi per la manutenzione base delle bici
  • Colazione sostanziosa con alimenti adatti ai ciclisti

Altri servizi

  • La struttura dispone e fornisce informazioni cicloturistiche della zona (cartine, guide)
  • La struttura dispone di biciclette a noleggio
  • Possibilità di avere l’accompagnamento di guide in bicicletta per tour naturalistico - culturali
  • Trasporto bagagli alla tappa successiva su richiesta

Percorsi consigliati in zona

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Nome percorso Descrizione Descrizione
Nome percorso Descrizione Descrizione
GIRO AD ANELLO SU MONTEMALE PER BDC L’obbiettivo è un giro in bici da strada che, su strade secondarie, ci porti a Cuneo. Lunghezza: 64 km | salita: 850 m | discesa: 828 m | altezza massima: 1146 m | altezza minima: 494 m Si parte da Casa Bart a Villar San Costanzo in discesa verso Dronero, passando nel centro del paese e godendo della vista dei suoi portici medievali; attraversando sul ponte del Maira si vede a destra il Ponte del Diavolo in stile romanico del xv secolo. Giunti alla rotonda si prende l’indicazione per Montemale (4,5 Km): le pendenze si fanno subito impegnative, ma qualche volta il bosco concede, a ripagare la fatica, la vista della pianura. Arrivati a Montemale si può scegliere se scendere subito a Valgrana o proseguire in salita per Piatta (5 Km). Scegliendo di continuare per Piatta Superiore, da qui inizia la discesa verso Monterosso Grana e Valgrana, sicuramente divertente e da guidare per i più esperti. Giunti in fondo alla SP 23 si svolta a sinistra verso Valgrana e si imbocca una piacevole strada che costeggia il bosco verso Roata Baccias, Bernezzo e Cervasca. Da qui una ciclabile ci porta a Vignolo, ma, per chi volesse faticare ancora un po’, è possibile salire a San Michele di Cervasca e scendere a Vignolo. San Michele di Cervasca è situato vicino a una "città fantasma" chiamata Prato Gaudino (in piemontese Pragudin), i cui anziani sono i protagonisti narratori nel libro "Il mondo dei vinti" di Nuto Revelli. Giunti alla fine della ciclabile, si prende direzione Cuneo, pedalando nel Parco Fluviale Stura di Cuneo. Si risale verso il centro città, giungendo così nella centrale Piazza Duccio Galimberti, dove è possibile visitare l’abitazione del famoso partigiano, passeggiare nella pedonale Via Roma con le facciate dei palazzi storici ristrutturate, prendere un caffè confortato da un meritato cuneese al rum in un dehor all’aperto. Il rientro è sempre su strade secondarie attraverso le frazioni di Passatore, Bosco di Busca Castelletto di Busca, fino ad arrivare a Morra di Villar San Costanzo e, infine, Villar San Costanzo.
SANTUARIO DI SANT’ANNA DI ROCCABRUNA IN MTB Giro ad anello, impegnativo dal punto di vista fisico, ma privo di passaggi tecnici. Lunghezza: 36 km | salita: 1200 m | discesa: 1196 m | altezza massima: 1298 m | altezza minima: 614 m Si tratta di un impegnativo, ma divertente giro di bassa montagna, che, attraversando piccole e caratteristiche borgate, arriva a Sant’Anna di Roccabruna. Oltre alle borgate, il giro unisce tre santuari: San Costanzo al Monte (i primi dati storici risalgono al 1190); Santuario di Sant’Anna di Roccabruna (i primi dati storici lo collocano nel 1028); Santuario Santa Maria Delibera (risalente al XI sec.). La partenza da Casa Bart è subito in salita su asfalto per 1 km, con l’ultima parte al 20%. Finita la salita, comincia la strada sterrata nel bosco fino al Santuario di San Costanzo al Monte. Passato il Santuario, si riprende a salire sempre su sterrato sulla destra, raggiungendo il bivio per il Monte San Bernardo e Fontana dell’Asino. Si trascura il bivio sulla destra, per, dopo pochi metri, svoltare a sinistra su un sentiero in discesa nel bosco, abbastanza largo e ripido (il segnale dell’inizio del sentiero è un cerchio blu un po’ sbiadito sul tronco di un pino). Da Borgata Toschia divertenti single track attraversano caratteristiche borgate. A Borgata Peduccio si riprende l’asfalto fino a Borgata Centro e quindi a Borgata Castello, dove ricomincia lo sterrato in direzione Colle di Val Mala. Senza possibilità di errore, si raggiunge il bivio per Sant’Anna, segnato anche in giallo come Percorso Occitano. La strada percorre tutto il vallone fino a raggiungere il Santuario. Davanti al Santuario è sita l’area Archeologica di RocceRè, con reperti storici risalenti all’età del bronzo. Passiamo davanti al Ristorante La Pineta e iniziamo a scendere su sterrato. Le indicazioni “mtb” rosse ci portano alla Borgata di Norat e, da qui, alcuni single track ci portano alla Borgata di Galliana, dove, su asfalto, raggiungiamo Cartignano. Seguiamo le indicazioni che ci riportano a Dronero, e, di qui, le indicazioni per San Costanzo al Monte. Passiamo davanti al Santuario di Santa Maria Delibera, e, raggiunta la grossa croce, si scende per rientrare a Casa Bart.
ANELLO GRAVEL SAN CHIAFFREDO – DRONERO Oggi ce la prendiamo con comodo: pedaliamo per 35 km interamente su strade di campagna, tra asfalto e sterrato. Il nostro obiettivo è chiudere un giro ad anello che, da Casa Bart, ci porta a San Chiaffredo per poi dirigerci verso Palazzasso, Monastero di Dronero, Dronero ed infine Villar San Costanzo. Lungo la strada incrociamo la Tenuta il Palazzasso, dimora dei conti Galleani d’Agliano dal 1510. Il palazzo fu costruito a fine ‘400, come residenza estiva con annessa tenuta agricola. Ha ospitato illustri antenati, tra cui il Viceré di Sardegna, che nel 1813 acquistò il vicino Filatoio Rosso di Caraglio, uno dei più grandi e antichi setifici d’Europa. Merita una visita! Diretti verso Dronero, vediamo di fronte a noi, sul lato destro del torrente Maira, la borgata Monastero, dove sorge la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio, importante edificio che incorpora consistenti tracce del più antico complesso monastico cistercense femminile del Piemonte (datato tra il 1125 e il 1135). Ci si arriva attraversando la pedancola sul fiume Maira. Noi oggi ci siamo tenuti sulla riva sinistra e, imboccata una divertente sterrata siamo arrivati a Dronero dove non potevamo non attraversare il Ponte del Diavolo o Ponte Vecchio, risalente ai primi anni del ‘400, dotato di merlature e arcate tutte diverse tra loro per misura e dimensioni. Leggenda dice che fu portato a termine grazie all’intervento del Diavolo che, come anima, dovette accontentarsi di quella di un cane. Ci tuffiamo in discesa verso il Mulino della Riviera (anch’esso del ‘400 dove la famiglia Cavanna macina e produce ancora oggi farine e biscotti strepitosi) e, seguendo le mura esterne di Dronero risaliamo sulla strada asfaltata che ci riporta a Casa Bart. Un giro per tutti, tra campi e frutteti, che racconta la storia di borgate nate e prosperate sotto l’egida di potenti famiglie nobiliari.
Strada della Frutta Castellar Saluzzo Manta Giro gravel piacevole, con degli strappi al 20% per le salite al Castello di Castellar, alla Castiglia e al centro storico di Saluzzo e infine al Castello della Manta. Rientro dalla Colletta di Rossana, con una pendenza media al 6%. Il tutto pedalato su strade secondarie, a basso traffico. Lunghezza: 74,3 km | salita: 930 m | discesa: 950 m Da Casa Bart abbiamo percorso una piacevole alternanza di asfalto e sterrato accompagnati dai filari delle mele coltivate tra Costigliole Saluzzo e Verzuolo. A Verzuolo imbocchiamo la ciclabile che ci porta fino a Saluzzo e da lì all’imbocco della valle Bronda, dominata dalla suggestiva rocca di Castellar con l’omonimo castello costruito nel XIV secolo, ad opera dei Marchesi di Saluzzo. Si percorrono stradine di campagna con una spettacolare vista sul Monviso, oggi purtroppo nascosto dalle velature. A Castellar una ripida salita su ciotoli di pietra ci porta al Castello, a cui si accede tramite un ponte levatoio collocato sotto un portale ad arco su cui è ancora visibile l’antico motto del marchesato: “Le courage et la loyauté ne manque pas un jour.” La scuderia e la foresteria ospitano un Museo Etnografico, dove sono esposti attrezzi e oggetti della vita contadina della valle Bronda, dove da sempre prosperano frutteti e vigneti. Inoltre, l’attuale proprietario ha allestito una delle più importanti collezioni di uniformi militari dall’Unità d’Italia fino alla Seconda Guerra Mondiale, con più di 200 manichini, ricostruzioni ambientali, oggetti e decorazioni. Scendendo, attraversiamo il Borgo Cucun, meravigliosamente ristrutturato, grazie anche al progetto “Borghi Sostenibili del Piemonte: località per un turismo più responsabile”. Famosa qui a Castellar è la “Festa degli Spaventapasseri”, nelle prime due domeniche di maggio. Da Castellar riprendiamo la strada verso Saluzzo e qui saliamo al centro storico tipicamente trecentesco: piccole vie acciottolate, chiese e eleganti palazzi nobiliari con i loro giardini. Di notevole interesse nel centro abitato sono il Duomo, la Castiglia – prima residenza privilegiata e fortificata dei marchesi di Saluzzo, poi tra gli inizi dell’’800 e il 1992 carcere –, Casa Cavassa e la Chiesa di San Giovanni. Proseguiamo il nostro rientro verso Casa Bart dirigendoci verso Manta di Saluzzo, dove, anche qui decidiamo di salire fino al Castello della Manta, bene FAI dal 1985. Il Castello della Manta è una fortezza medievale, che nel suo salone baronale custodisce una delle più stupefacenti testimonianze della pittura tardogotica profana, ispirata ai temi dei romanzi cavallereschi. Nata nel XIII secolo come avamposto militare, diventa una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. E’ tempo di rientrare: reimbocchiamo la ciclabile di Verzuolo direzione Piasco per affrontare l’ultima “salitella”, la Colletta di Rossana, lunghezza poco superiore 7 km, pendenza media del 6%, massima dell’8%. Ancora qualche sterrato in concomitanza di Borgata Artesio e dopo 5 km siamo arrivati a Casa Bart. https://www.casabart.com/it/blog/strada-della-frutta-castellar-saluzzo-manta

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